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9/4/2008 NO alla chiusura del San Paolo!Ragazzi, firmate per dire NO alla chiusura del San Paolo:
Perché il problema si risolva seriamente con un intervento serio dello Stato, e non in modo demenziale, dando fumo negli occhi all'opinione pubblica e danneggiando i tifosi veri!
9/2/2008 Sarebbe come eliminare una formica con una bomba atomicaHo letto che il Napoli rischia anche due giornate di squalifica per il San Paolo per gli incidenti della partita Roma-Napoli, non so se la cosa sia vera e se alla fine veramente ciò accada ma vorrei dire, in primis da cittadino e in secundis da tifoso, che tale ipotesi è tanto assurda quanto stupida.
Premettendo che tali comportamenti camorristici e delinquenziali di certa gente è da condannare a prescindere, sia che sia successo alla prima giornata di campionato per bestie, che dicono di tifare Napoli, mentre vanno a Roma, sia che sia successo all’ultima di campionato per altre bestie, che dicono di tifare Inter, mentre vanno a Parma, sia se altre bestie ancora, che dicono di tifare Lazio, per un’amichevole a Benevento accoltellano della gente. Detto ciò, come si può imputare ad una società la colpa del fatto che delle persone (e non li chiamo tifosi), mentre si recano in un’altra città, in un altro stadio, per una trasferta, fanno dei danni? Se si punisce la società del Napoli, dell’Inter, della Lazio o chi sia, significa che si è riscontrato una mancanza nel comportamento della società, una scorrettezza, una negligenza o una qualunque cosa che, invece di impedire i fatti, li hanno permessi. Non si può però punire un club se poi questo di fatto non ha alcun potere per impedirlo, quale saebbe la sua colpa? Come può essere che in un paese dove se un ragazzino di 16 anni uccide un poliziotto o un suo coetaneo, i genitori non ne sono responsabili mentre il club della sua squadra (che dice di tifare) lo è? Se si colpiscono i club per cose del genere si punisce qualcuno per delle mancanze che invece sono delle istituzioni e della società in generale, perché è lo Stato che deve garantire la mia sicurezza in treno se delle bestie lo sequestrano, non un club di calcio. E’ lo stato che deve impedire che certa gente vada allo stadio con leggi apposite (come in Gran Bretagna), non un club di calcio. E’ lo Stato che deve bloccare, processare, condannare e buttare la chiave per certi individui, non un club di calcio. E’ lo Stato che deve garantire la mia sicurezza sul territorio nazionale, lontano dagli stadi, non un club di calcio. La cosa triste è che fondamentalmente ci sono delle persone incompetenti a gestire tutto, perché quando sento parlare di squalifica del San Paolo mi viene la pelle d’oca: non è possibile che dirigenti con un ruolo così delicato possano pensare una soluzione tanto stupida. Bisogna colpire solo e soltanto i responsabili o comunque limitando il più possibile i disagi alla tifoseria corretta che con la sua passione permette al sistema calcio di restare in piedi e di esistere. La soluzione non è né banale né semplice, ma non è impossibile (in Gran Bretagna ci sono riusciti), ma proprio perché non è semplice quel ruolo non può essere ricoperto da chiunque, ma solo da persone capaci; se poi queste pensano risolvere il problema addebitando tutto ai club e chiudendo gli stadi (anche permettendone l’ingresso ai soli abbonati), allora tanto vale che quel ruolo venga coperto a rotazione da chi vince la lotteria ogni anno, poiché sarebbe lo stesso. Perché allora invece di chiudere il San Paolo non smettere di giocare a calcio (in tutte le categorie)? Anche questo eviterebbe il verificarsi di certe cose, anzi le estirperebbe definitivamente, peccato che sarebbe come eliminare una formica con una bomba atomica.
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