Nicola's profileFatti non foste a viver ...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    7/16/2007

    Test

    FATE QUESTO TEST:
    copiatelo e incollatelo nel commento!
    1. Ki sei?
    2. Siamo amici?
    3. Quando e dove ci siamo conosciuti?
    4. Hai una cotta x me?
    4 bis. Se ti baciassi?
    5. Hai mai desiderato di darmi un pugno in faccia?
    6.    Dammi un soprannome e spiega il xke:
    7. Descrivimi con una parola:
    7 bis. Descrivimi con un'altra parola:
    8. Qual'e stata la tua prima impressione su di me?
    9. Pensi la stessa cosa ora?
    10. Cosa ti fa ricordare me?
    11. Se mi potessi dare qualsiasi cosa, ke mi daresti?
    12. Quanto mi conosci?
    13. Quand'è l'ultima volta che mi hai visto?
    14. C'è stato mai qualcosa ke mi avresti voluto dire xrò nn lo hai mai fatto?
    15. Metteresti qst sul tuo blog e vedere cosa dirò su di te?

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    7/9/2007

    9 luglio 2007, un anno dopo...

    Oggi è il 9 luglio 2007, un anno fa proprio in questo giorno diventavamo campioni del mondo! Non potrò mai dimenticare questo giorno e la gioia che mi ha regalato, una gioia che sono un altro tifoso può comprendere...

    Il mio 9 luglio 2006 è cominciato dopo una notte dove ho sognato diverse volte di vedere la finale, ogni volta con un finale diverso: se nel sogno perdeva l'Italia rivivevo le emozioni di 12 anni prima, quando il Brasile spense i sogni di milioni di italiani; se nel sogno vincevamo gioivo e mi dicevo "è un sogno o è vero?" e capivo ke stavo sognando. Mi sveglio, in testa ho solo quella partita: Italia - Francia ore 20:00 dall'Olympiastadion di Berlino... come finirà? C'è la Francia, solo 5 giorni fa abbiamo battuto la temibile Germania, ora ci sono i galletti, sulla carta sono meno forti dei tedeschi, ma questi francesi ci hanno tolto le speranze già a Parigi nel 98, ai mondiali di Francia, e a Rotterdam nel 2000, all'Europeo, in una finale al golden gol in cui in un attimo siamo passati da campioni d'Europa all'amaro titolo di "vice".
    Ancora una volta il destino mette davanti Francia e Italia, noi italiani abbiamo dei conti in sospeso con i transalpini, in noi c'è un misto tra sete di vendetta e timore: se noi siamo la bestia nera della Germania, è la Francia la nostra bestia nera, in passato anche se siamo stati più forti di loro, alla fine la spuntano sempre e ci battono. Mio padre, come ogni giorno ha comprato La Gazzetta dello Sport, si legge a caratteri cubitali la dichiarazione di Platinì: "Italia batterai la Francia tra 40 anni..." E' domenica, un giorno che, comunque vada, non dimenticherai mai: ho passato tutta la vita ad ascoltare mio padre che mi raccontava dei mondiali dell'82, lo avrò sentito un milione di volte raccontarmi come ha passato la giornata della finale in Spagna: "c'era un'atmosfera particolare, la finale si sentiva nell'aria, era di domenica il giorno della finale, pensa che pure Don Alfonso nell'omelia alla messa parlò dell'aria della finale che si respirava... " e poi aggiungeva ironico "la partita è stata vista da tutta Italia, solo tua madre e Fabio (mio cugino), che aveva 7 mesi, non l'hanno vista...". Una vita intera a sentire e risentire queste parole, ora anche io sto vivendo l'esperienza di una fina mondiale.
    Anche questo 9 luglio 2006 è domenica (come tutte le finali d'altronde), Carla, la mia ragazza, è venuta a casa sin dalla mattina, in serata dobbiamo vedere la partita a casa mia, con un gruppo di amici. Andiamo insieme alla Basilica di Grumo, il mio paese, per la messa. 24 anni dopo nella stessa chiesa a celebrare il mistero eucaristico c'è ancora Don Alfonso, mentre parla mi vengono in mente le parole di mio padre, il suo racconto della finale '82, alla fine della messa scruto in giro, Carla non capisce chi cerco, mio padre va sempre a messa a Casandrino, a Grumo non ci viene quasi mai, ma sento che stavolta mio padre è lì, ed infatti dopo poco lo vedo. Lo raggiungo e sorridendo gli dico "papà, lo sapevo che oggi venivi qui, sono passati 24 anni e c'è ancora Don Alfonso, che dici stasera ci ripetiamo?", mio padre sorride con una faccia di chi è stato colto con le mani nel sacco e dice "eh...".
    Dopo pranzo io e mio padre prepariamo tutto per la partita, mettiamo la tv fuori, nel cortile di casa nostra (la sera d'estate è meglio vederla all'aperto la partita), andiamo ad aggiungere qualche bandiera al balcone che si affaccia sulla strada (c'è una bandiera per ogni partita giocata, ma per la finale si può abbondare); mio padre fa delle foto al balcone pieno di bandiere, attraversa la strada deserta e pensa che stavolta possa essere la volta buona. Mia sorella Amelia e Carla cacciano il loro asso nella manica: con il trucco dipingono sulle nostre faccie dei tricolori, viene anche mio cugino Pasquale che non può tirarsi indientro all'opera di tricolorizzazione. Prepariamo le sedie, uno alla volta vengono tutti, amici e parenti, ho una maglia dell'Italia, ho notato come nelle ultime due partite l'Italia abbia segnato esattamente due ore ore dopo che io metto la maglia, dunque stavolta la metto quasi due ore prima dell'inizio della partita, così l'Italia segna subito.

    Sono le 20:00, Elizondo da il fischio d'inizio, ha inizio all'Olympiastadion di Berlino Italia - Francia, la finale del mondiale di calcio 2006. Dopo soli 30 secondi Henry cade a terra, la tensione della finale è forte; dopo 7 minuti l'arbitro concede un rigore alla Francia, vedendo e rivedendo il replay mi convinco che non c'è rigore, ma l'arbitro l'ha dato. "Ancora una volta la Francia ha quello che non merita"" penso tra me, "non è giusto!"; Zidane va al dischetto, tira, traversa! Tutti urlano di gioia, ma Zidane esulta, non si capisce niente, il replay però mostra come, seppur di poco, la palla entri: è gol.
    Questa non ci voleva! La partita riprende ma al 19' c'è un calcio d'angolo, Camoranesi va alla bandierina, ma tentenna, non vuole batterlo lui l'angolo, chiama Pirlo che viene a batterlo, calcia, si vede un gigante saltare più in alto di tutti, è Materazzi che di testa la mette dentro: è gol! Tutti saltiamo dalle sedie, urliamo, ci abbracciamo e urliamo ancora. L'Italia ha pareggiato, si comincia da capo! La partita continua fino ad arrivare al 90': i tempi regolamentari finiscono 1-1, si va ai supplementari, stavolta però non c'è il golden gol, si faranno tutti e 30 i minuti extra. L'Italia comincia a soffrire, dopo varie occasioni sprecate iniziamo a sentire la stanchezza, ma al 4' del secondo tempo supplementare si vede Materazzi a terra, e Buffon andare incontro ad un giocatore francese e dire "tu stai zitto!", non si capisce il perché, la regia manda allora il replay e si vede Zidane dare una testata a Materazzi, comiciamo tutti a sbraitare e io dico "vergogna! Se Zidane la passa liscia è uno schifo!", dopo un po' Elizondo sbandiera il cartellino rosso a Zidane, stavolta non è come con Moreno quando espulse Totti in Corea, questo rosso è bello da vedere. Zidane se ne va con la coda tra le gambe e i fischi del pubblico. Si avvicina il 120' e con loro i rigori, ancora una volta questi stramaledetti rigori! Tranne in Corea, gli ultimi 3 mondiali ne siamo usciti così... Arriva il 120' tutti hanno una faccia preoccupata, sti francesi sono fortunati, e i rigori sono una lotteria! Mia madre, che nel frattempo era in cucina con una sua amica a non vedere la partita (come da tradizione) esce fuori per i rigori. Comincia l'Italia, uno ad uno segnano tutti, ma Trézéguet sbaglia il suo, tutti esultano, fino al 5° rigore italiano: Grosso si avvia al dischetto, se segna abbiamo vinto, penso tra me e me "Grosso, non sbagliare proprio tu che sei un eroe, tu che ci hai regalato questa finale", Grosso tira ed è gol! Siamo campioni del mondo!

    Non si capisce più niente, vola di tutto per aria, sfogo tutta la tensione con un urlo liberatorio. Tutti ci abbracciamo, io corro per strada, che è deserta, mi sdraio a centro strada e urlo. Un pakistano che era uscito per vedere i cortei che di lì a poco sarebbero cominciati mi guarda soirridendo e dice "Auguri!", "Grazie!" rispondo. Carla viene verso di me, non so se pensa che io sia impazzito, mi abbraccia e io le dico "Carla abbiamo vinto! Siamo campioni del mondo, capisci? Campioni del mondo!". In quel momento una lacrima nasce nel mio occhio, ma non cade, mi porto le mani agli occhi. Corro in camera mia dove avevo preparato un CD con l'inno nazionale italiano e la canzone "We are the champions" dei Queen, la metto nello stereo vicino alla tv a tutto volume e partono le canzoni. Quel CD che è rimasto impolverato dal mondiale in Corea e Giappone ora finalmente suona! Si stappano bottiglie di spumante (rigorosamente italiano e non champagne francese), io come i piloti di formula uno faccio schizzare una bottiglia di Brachetto per festeggiare, mia madre come al solito, si lamenta che si sporca, ma chi se ne frega! Siamo campioni del mondo! Andiamo fuori a vedere i cortei, poi ci incamminiamo pure noi verso la piazza a festeggiare, andare in auto è un suicidio, non ci si muove di un metro... Passiamo ore ed ore a cantare e festeggiare in piazza e sul corso... Ora pure io so quello che si prova! Pure io non dimenticherò mai questa giornata! E forse pure io racconterò migliaia di volte a mio figlio del 9 luglio 2006, il giorno in cui l'Italia ha vinto il suo quarto mondiale!


    Dopo un anno siamo qui, voi come avete passato il vostro 9 luglio 2006?

     

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